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Premessa
L’autismo è un disordine estremamente complesso, rientra nei disturbi generalizzati dello sviluppo, i bisogni dei bambini affetti da questa sindrome variano molto: comportamenti simili non sono equivalenti da un punto di vista patogenetico. La disabilità dura per tutta la vita, a tutt'oggi non esiste una cura definitiva. L'errore che si fa spesso, soprattutto in ambito psichiatrico è quello di pensare che due comportamenti che si somigliano sono equivalenti da un punto di vista patogenetico, per esempio,le stereotipie e le ecolalie non hanno lo stesso meccanismo patogenetico. Studiando i video dei bambini con autismo, nelle diverse aree di sviluppo viene riportato il dato della regressione: nella maggior parte dei casi è prevalente solo a carico del linguaggio, delle competenze comunicative in generale, associato a diversi versanti. I genitori notano intorno ai 14 mesi una difficoltà di interazione, a 21 mesi delle modificazioni del comportamento ( isolamento), a 25 mesi un ritardo del linguaggio ed è quello che fa preoccupare di più i genitori, a 26 la presenza di stereotipie. Nel 46% dei casi il primo contatto è con il pediatra, nel 18% il neuropsichiatra infantile, ed in piccola percentuale lo psicologo, l'otorino e la logopedista. La regressione, si può ipotizzare, interviene in uno sviluppo già atipico, rallentato, ma non in modo eclatante, corrisponde alla perdita di competenze debolmente acquisite. Il termine viene utilizzato in una accezione ampia come anche i termini sostitutivi “speech loss o set -back”: speech loss è inteso come perdita del linguaggio perché è sicuramente il fenomeno più vistoso, anche se nella maggior parte si tratta di una perdita di tre- quattro parole. Ovviamente questi bambini non perdono solo le parole ma anche la competenza gestuale, interattiva, … .
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