Sabato 09 Gennaio 2010 10:42
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Il termine viene oggi utilizzato nel linguaggio comune per indicare una disposizione d'animo o un atteggiamento, ma puòessere interessante ricordare come questa impostazione derivi ancora dall'antica teoria di Galeno che ipotizzava quanto il temperamento (inteso copme l'insieme delle caratteristiche specifiche di una persona) potesse dipendere da un miscuglio d'umori. Proponeva quattro temperamenti: collerico, sanguigno, flemmatico e melanconico. Oggi per comprendere il concetto di "umore" è utile partire da alcune constatazioni di base. In medicina e in psicologia, l'umore è inteso come lo stato emozionale interno di un individuo, ossia l'insieme delle disposizioni affettive ed istintive che determinano il tono prevalente dell'attività psichica. Deve essere ricordato che l'umore di un soggetto presenta delle oscillazioni fisiologiche che dipendono da parametri spicobiologici, da stimoli provenienti dal mondo esterno o da contenuti del mondo interno. Non è possibile trattare il concetto di umore senza ricordare che è strettamente legato a quello emozionale. Cosa sono i disturbi dell'umore? Sono delle alterazioni del tono affettivo e del comportamento interpretabili come una esagerata risposta alle emozioni che si affrontano quotidianamente, nel momento in cui le condizioni di una persona si presentano rilevantemente alterate si può presentare delle deflessioni, come nelle condizioni depressive, o delle esaltazioni, come nella mania.A livello di primo inquadramento diagnostico sono distinti gli episodi di "alterazione dell'umore" ( episodio depressivo maggiore, episodio maniacale, episodio misto) dai "disturbi dell'umore" ( disturbo depressivo, disturbo bipolare, disturbo dell'umore dovuto a condizione medica generale e disturbo dell'umore indotto da sostanze). Dal punto di vista dell'intervento psicologico, il counseling può essere opportuno nelle situazione meno gravi ma nella maggioranza delle situazioni può essere necessario un orientamento di tipo psicoterapeutico spesso combinato con un trattamento farmacologico. Gli approcci che spesso danno buoni risultati sono la terapia cognitivo-comportamentale, quella psicodinamica breve e quella interpersonale.
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Ultimo aggiornamento Venerdì 15 Gennaio 2010 17:18 |