| Musica Scienza e Cervello |
| Scritto da Fabiola Martini Lunedì 16 Novembre 2009 11:58 |
|
A partire dalla sedicesima settimana di gestazione, il feto è in grado di reagire agli stimoli uditivi. In questo periodo la struttura dell'orecchio non è ancora del tutto formata ( si completerà nelle settimane successive), ma contribuiscono alla funzione di ascolto anche la pelle e le ossa che consentono al feto di captare vibrazioni sonore, oltre che variazioni termiche e sensazioni dolorose. Nonostante il feto sia separato dal mondo esterno dal liquido amniotico, dalle membrane,dall'utero e dai muscoli addominali della mamma, è quindi in grado di ricevere stimoli sonori, compresi quelli dell'organismo materno ed è in grado di memorizzarli. Infatti subito dopo la nascita il neonato si calma ascoltando il battito del cuore della mamma, e riconosce una melodia o una filastrocca che ha ascoltato quotidianamente nelle ultime settimane di gravidanza. Inoltre è in grado di riconoscere le note acute da quelle gravi, questo consente al bebè di riconoscere la voce della mamma e di interpretare correttamente le diverse intonazioni: di irritazione, di gioia, di tenerezza,... . Fino ad oggi si credeva che la comprensione e l'apprendimento della musica fossero possibili solo dopo i quattro mesi di vita. Una recente ricerca finanziata dall'Unione Europea e coordinata dalla Dott.ssa Susan Denham (Università di Playmouth) che da anni si occupa dello sviluppo emotivo dei bambini, dimostra come il senso musicale sia una dote innata, presente nei neonati fin dai primi giorni di vita. Secondo questa ricerca i neonati non solo registrano nel loro cervello i cambiamenti di tono e ritmo, ma soprattutto, lo fanno automaticamente, in quanto l'analisi di tali reazioni è avvenuta durante il sonno dei bambini. Si è visto, esaminando l'attività cerebrale nel sonno, come essa reagiva ai cambiamenti di fattori primari del suono ed alle variazioni di sequenza e di ritmo. In altre parole i neonati sarebbero in grado di notare i cambiamenti di tempo poiché il loro cervello comprende ed elabora un determinato ritmo e lo ripete automaticamente. Quando il ritmo viene interrotto o modificato, l'attività cerebrale dei neonati lo avverte, ed è in grado di distinguere tra suoni armonici e rumori. Altro elemento importante di questa ricerca è che il neonato sarebbe sensibile anche ai parametri di tipo temporale come la durata del suono e le strutture temporali della sequenza dei suoni. Ascoltare molta musica permette al bambino di introdurre i ritmi ed i contenuti del linguaggio parlato, rendendolo così più sensibile e ben disposto all'uso della parola. |
| Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Novembre 2010 22:00 |