| Artrosi, insonnia e terapia cognitivo comportamentale |
| Scritto da Fabiola Martini Martedì 22 Settembre 2009 15:40 |
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>Quest'estate su “Corriere Salute” è uscito un articolo di Elena Meli,che parlava della correlazione tra l'artrosi e l'insonnia, e di come una terapia psicologica con approccio cognitivo – comportamentale riducesse il dolore e riuscisse a risolvere i problemi di insonnia. I ricercatori dell'università di Seattle hanno pubblicato i risultati della loro ricerca sul Journal of Clinical Sleep Medicine; lo studio è stato condotto su un gruppo di circa cinquanta ultrasessantacinquenni con artrosi che soffrivano anche di insonnia da almeno sei mesi: metà di loro ha seguito corsi generici di gruppo per ridurre lo stress e migliorare il benessere, l'altra metà è stata assegnata a un programma di psicoterapia cognitivo-comportamentale che prevedeva 8 incontri settimanali di circa due ore, a gruppetti di 4-8 partecipanti. Prima di cominciare, tutti sono stati valutati per i problemi del sonno per escludere ad esempio chi aveva apnee notturne; hanno misurato la qualità del sonno, il tempo impiegato ad addormentarsi, i risvegli notturni prima e dopo il trattamento e a un anno di distanza. Allo stesso modo si è fatta l'analisi del dolore di ciascun paziente, quantificato con questionari specifici. L'analisi dei risultati ha evidenziato che la psicoterapia aiuti su entrambi i fronti: si riduce di circa 15 minuti il tempo necessario ad addormentarsi e di oltre mezz'ora quello passato svegli, migliora di circa il 10 per cento la qualità del sonno e si riduce significativamente il dolore. Con un effetto che si mantiene anche dopo un anno dal termine delle sedute. Secondo Michael Vitiello, il responsabile della ricerca, questi dati dimostrano una volta di più che i disturbi del sonno non sono solo uno dei tanti sintomi collaterali dell'artrosi, ma una vera e propria comorbidità, soprattutto negli anziani: in questi pazienti l'insonnia infatti non si presenta mai da sola, ma coesiste con patologie varie come, appunto, l'artrosi o la depressione. E la qualità del sonno, non a caso, è una delle preoccupazioni maggiori dei pazienti con artrosi: almeno il 60 per cento di loro riferisce di avere dolori durante la notte che ostacolano un riposo davvero rigenerante. Ormai si sa che il dolore cronico innesca e peggiora i problemi del sonno, mentre un riposo disturbato a sua volta contribuisce a mantenere e aumentare il dolore: un circolo vizioso che da qualche parte bisogna spezzare. La terapia cognitivo-comportamentale,attraverso “trucchi” sembra riuscire a migliorare il riposo, migliorare la qualità del sonno ha una diretta, evidente implicazione positiva sull'artrosi. Secondo questi ricercatori quindi, un intervento mirato a trattare i disturbi del sonno dovrebbe essere integrato a qualunque iniziativa psico-comportamentale per la gestione del dolore da artrosi. Perché dormire bene toglie il dolore e alleviare il dolore fa riposare meglio: un intervento a tutto tondo su entrambi i fronti, che miri a fornire ai pazienti consigli e piccole strategie per affrontare i due problemi, ha grosse chance di successo. Terapia Cognitivo-Comportamentale origina, come dice la parola dal Comportamentismo e dal modello cognitivo : ipotizza che le emozioni ed i comportamenti delle persone vengono influenzati dalla loro percezione degli eventi. Non è la situazione in se a determinare direttamente ciò che le persone provano, ma piuttosto come vengono interpretate le esperienze. Questo tipo di approccio è strutturato ma non rigido,è direttivo: lo psicologo o il counselor che lo utilizza istruisce il cliente ed assume quindi il ruolo di “consigliere esperto”, è di breve durata: i cambiamenti significativi sono attesi entro i 6 mesi, è orientata al presente. L'origine del disturbo, secondo tale metodo, è dovuto al pensiero distorto che influenza in modo negativo l'umore ed il comportamento. Quindi la terapia aiuta la persona ad identificare i loro pensieri angoscianti e valutare quanto siano realistici; mette in luce le interpretazioni errate, propone delle alternative. Questo produce una diminuzione quasi immediata dei sintomi, con miglioramento dell'umore e del comportamento.
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| Ultimo aggiornamento Lunedì 08 Novembre 2010 22:03 |