Cos'è l'umore

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Il termine viene oggi utilizzato nel linguaggio comune per indicare una disposizione d'animo o un atteggiamento, ma puòessere interessante ricordare come questa impostazione derivi ancora dall'antica teoria di Galeno che ipotizzava quanto il temperamento (inteso copme l'insieme delle caratteristiche specifiche di una persona) potesse dipendere da un miscuglio d'umori. Proponeva quattro temperamenti: collerico, sanguigno, flemmatico e melanconico. Oggi per comprendere il concetto di "umore" è utile partire da alcune constatazioni di base. In medicina e in psicologia, l'umore è inteso come lo stato emozionale interno di un individuo, ossia l'insieme delle disposizioni affettive ed istintive che determinano il tono prevalente dell'attività psichica. Deve essere ricordato che l'umore di un soggetto presenta delle oscillazioni fisiologiche che dipendono da parametri spicobiologici, da stimoli provenienti dal mondo esterno o da contenuti del mondo interno. Non è possibile trattare il concetto di umore senza ricordare che è strettamente legato a quello emozionale.

Cosa sono i disturbi dell'umore? Sono delle alterazioni del tono affettivo e del comportamento interpretabili come una esagerata  risposta alle emozioni che si affrontano quotidianamente, nel momento in cui le condizioni di una persona si presentano rilevantemente alterate si può presentare delle deflessioni, come nelle condizioni depressive, o delle esaltazioni, come nella mania.A livello di primo inquadramento diagnostico sono distinti gli episodi di "alterazione dell'umore" ( episodio depressivo maggiore, episodio maniacale, episodio misto) dai "disturbi dell'umore" ( disturbo depressivo, disturbo bipolare, disturbo dell'umore dovuto a condizione medica generale e disturbo dell'umore indotto da sostanze). Dal punto di vista dell'intervento psicologico, il counseling può essere opportuno nelle situazione meno gravi ma nella maggioranza delle situazioni può essere necessario un orientamento di tipo psicoterapeutico spesso combinato con un trattamento farmacologico. Gli approcci che spesso danno  buoni risultati sono la terapia cognitivo-comportamentale, quella psicodinamica breve e quella interpersonale.

 

AUTOSTIMA

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Ricorda: non sei le chiacchiere che senti nella tua testa, sei il testimone che ascolta queste chiacchiere.

L'autostima è la capacità che abbiamo di dare un certo valore a noi stessi, la capacità di voler amarci con rispetto di apprezzarci ed accettare ciò che siamo creando sicurezza, equilibrio ed autonomia.

L'autostima non è innata, si genera con la storia di agnuno di noi è da considerarsi come un'esperienza individuale, con il bagaglio della propria unicità "io sono unico ed incomparabile", questa realtà deve essere di continuo nutrita ed alimentata come una pianta che affonda le sue radici nelle esperienze che abbiamo fatto nella vita. Famiglia, scuola amici, relazioni di lavoro ecc. tutto quello che abbiamo vissuto influisce in modo positivo o negativo dell'idea che abbiamo di noi stessi e soprattutto dell'idea che gli altri hanno di noi, attraverso "l'altro" noi ci osserviamo e sperimentiamo l'accettazione e il senso di protezione. Gli altri fanno di noi quello che gli permettiamo di fare.

Su Tzu nell'arte della guerra dice: "Conosci te stesso e vincerai tutte le battaglie", dobbiamo essere il nostro migliore amico e sapere che niente e nessuno è più importante di noi stessi; è fondamentale conoscere realmente i nostri limiti e difetti e controbilanciandoli  potenziando le nostre qualità e virtù. L'autostima è soggettiva e rappresenta la visione che abbiamo di noi, è il prodotto della nostra mente in poche parole siamo ciò che ci raccontiamo.

Alcuni consigli pratici ed efficaci: 1) pensare positivo, cerchiamo di non pensare sempre al peggio, diamo un'occasione alla vita e soprattutto a noi stessi, se cambiamo il nostro modo di pensare cambierà anche la nostra vita. 2) "Se voglio posso", un atteggiamento positivo ci dà grinta e creatività per poter superare un disagio. 3) Realizzare delle cose per il puro piacere di farle eliminando ansia e stress. 4) Sorridere è il miglior biglietto da visita. 5) Saper dire di "No" con gentilezza e determinazione ci darà più autorevolezza. 6)Accettare il fallimento consapevolizzando che non siamo perfetti e quindi possiamo anche sbagliare. La lista potrebbe continuare con consigli e mille sfumature ma la cosa più importante è amare noi stessi, se non lo facciamo noi per primi come possiamo aspettarcelo dagli altri? Non aspettare che gli altri ci facciano un regalo o abbiano per noi un'attenzione, se abbiamo bisogno di un'iniezione di autostima facciamocela da soli.

 

 

Benessere globale: corpo e mente

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Quante volte abbiamo sentito il detto: “Mente sana in corpore sano”?

Oggi più che mai la tendenza dei centri fitness è quello di portare la persona ad uno stato di benessere generale. Anche la nuova letteratura scientifica internazionale si pone come 

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Disturbo da Alimentazione Incontrollata (BED)

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Base di partenza dell’obesità E’ anche noto con il termine inglese di BINGE EATING DISORDER. E’ caratterizzato da:

A.Episodi ricorrenti di alimentazione incontrollata. Un episodio di alimentazione incontrollata si caratterizza per la presenza di entrambi i seguenti elementi: - mangiare, in un periodo definito di tempo (per es., entro un periodo di 2ore), un quantitativo di cibo chiaramente più abbondante di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe in un periodo simile di tempo e in circostanze simili - sensazione di perdita del controllo nel mangiare durante l’episodio (sensazione di non riuscire a fermarsi, oppure a controllare che cosa e quanto si sta mangiando).

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Musica Scienza e Cervello

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A partire dalla sedicesima settimana di gestazione, il feto è in grado di reagire agli stimoli uditivi. In questo periodo la struttura dell'orecchio non è ancora del tutto formata ( si completerà nelle settimane successive), ma contribuiscono alla funzione di ascolto anche la pelle e le ossa che consentono al feto di captare vibrazioni sonore, oltre che variazioni termiche e sensazioni dolorose. Nonostante il feto sia separato dal mondo esterno dal liquido amniotico, dalle membrane,dall'utero e dai muscoli addominali della mamma, è quindi in grado di ricevere stimoli sonori, compresi quelli dell'organismo materno ed è in grado di memorizzarli. Infatti subito dopo la nascita il neonato si calma ascoltando il battito del cuore della mamma, e riconosce una melodia o una filastrocca che ha ascoltato quotidianamente nelle ultime settimane di gravidanza. Inoltre è in grado di riconoscere le note acute da quelle gravi, questo consente al bebè di riconoscere la voce della mamma e di interpretare correttamente le diverse intonazioni: di irritazione, di gioia, di tenerezza,... .

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